Merchandising: una grande opportunità? [parte seconda]

I 6 MODI PER FARLO DIVENTARE UN PICCOLO BUSINESS

Nel primo articolo dedicato al merchandising abbiamo visto come, nonostante tutto l’impegno del mondo e tante belle speranze, per una piccola-media azienda sia impossibile realizzare quello che i grandi marchi fanno con grandissimo profitto: una serie di articoli non collegati al loro business principale, logati con il proprio marchio, che abbinano laute entrate e pubblicità gratuita.

Ma, dopo aver dato un colpo mortale alle vostre speranze di rapido arricchimento, ho chiuso con una nota di speranza: il merchandising è veramente un’arma potente che anche voi potete usare – adesso vediamo come.

Facciamo un piccolo riepilogo:

  • gli oggetti marchiati con il logo delle aziende ‘top’ sono sempre più utilizzati e apprezzati;
  • in questa particolare categoria spicca l’abbigliamento personalizzato, ideale per la visibilità che ha e che da;
  • le persone sono però disposte a pagare lautamente solo quei capi considerati ‘status symbol’ o con una fortissima identità riconosciuta;
  • i capi con loghi aziendali ‘comuni’sono ormai stati sdoganati come abbigliamento di uso quotidiano, ma devono essere regalati o venduti ad un prezzo relativamente basso.

Quindi tutta ‘sta roba per dire che devo fare delle magliette e regalarle? Bell’affare!

Fermi lì: c’è una differenza sostanziale tra il buttare soldi e il puntare ad obiettivi specifici, che forse non vi renderanno ricchi come la Ferrari ma che avranno comunque un buon impatto economico sulla vostra attività.

La prima cosa da fare è porsi gli obiettivi giusti: a cosa può realmente servire il merchandising per una associazione o una piccola – media azienda

A parecchie cose:

  • a procurarsi immagine: un capo di abbigliamento ben pensato e realizzato vi porterà un forte ritorno di visibilità come azienda professionale ed affidabile – è lo specchio della vostra attività. Se fanno quelle cose li, evidentemente sono bravi anche nel loro lavoro…
  • a guadagnare qualche soldino: non saranno mai molti, ma se l’iniziativa è condotta con giudizio si può arrivare ad un discreto utile. Magari non altissimo, ma essendo cose che esulano dall’attività principale sono un ‘di più’ e come piccola fonte di finanziamento va sempre bene.
  • ad avere pubblicità gratuita. Date le vostre magliette a prezzo di costo o poco più, e se sono realizzate con i dovuti crismi vi ritroverete con un mucchio di gente che va in giro facendo gli uomini sandwich per voi– e gratis!
  • per premiare i vostri clienti… al posto degli sconti! Un capo di abbigliamento che abbia un’effettiva utilità per il cliente (ad esempio un giubbotto da lavoro per un’installatore), per giunta bello e comodo da indossare, ha un valore percepito decisamente più alto del suo prezzo reale. Datelo in ‘omaggio’ al raggiungimento di un certo fatturato, o per spingere un prodotto che vorreste vendere. Non sarete obbligati a fare sconti e c’è sempre il bonus della pubblicità gratuita!
  • ad ottenere l’effetto ‘collezione’: se il capo fa parte di una serie coordinata, o con diversi disegni di una stessa raccolta (ad esempio grafiche con etichette di bottiglie di vino, birra, alcolici) porterà le persone a desiderare di avere anche gli altri pezzi. Quindi potrete venderli, usarli in abbinamento ad una vendita, per una promozione, ecc.
  • per aggiungere valore ad un’iscrizione, a un abbonamento. Con il pagamento del soggiorno hai anche diritto a un kit con T.shirt, felpa e cappellino. Ricordati del discorso di prima, se l’operazione è ben fatta l’utilizzatore percepirà un beneficio decisamente superiore a quello che è il reale costo – quindi, oltre alla solita pubblicità, la possibilità di marginarci qualcosina…

E poi basta perché di suggerimenti gratuiti ve ne sto dando fin troppi!

Un esempio di abbigliamento realizzato per un’operazione di merchandising [ben riuscita]?

La camicia e il cappellino realizzati per AsinTrekking

Una linea di capi da omaggiare ai propri iscritti e da indossare durante le diverse attività organizzate dall’associazione.

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Magari il resto lo vediamo insieme.

Ma per tutti questi vantaggi c’è un rovescio della medaglia: funzionano solo se l’operazione è ben studiata, se i costi sono ben calibrati e se il vostro abbigliamento è veramente bello e desiderabile.

Non basta buttare li un capo e una personalizzazione a caso:

  • bisogna valutare l’occasione; e un’ evento, un’ operazione a premi, merchanding puro, o cosa?
  • i destinatari; chi sono, sono associati, sostenitori, clienti?
  • il budget; qual è il costo che posso permettermi, sempre in relazione al massimo risultato ottenibile? Il ritorno sarà alto o basso?
  • qual è il capo migliore per il caso specifico? Con che personalizzazione?
  • inizio a farne pochi o tanti? come faccio per i riassortimenti?
  • come si lega la mia attività a quello che voglio proporre? Che significato deve avere? Posso o devo dare continuità?

Insomma, tante valutazioni da fare; e se vi mettete nelle mani sbagliate il rischio di buttare soldi è alto.

 

Il merchandising richiede competenze, flessibilità, la possibilità (e la capacità) di usare tutte le tecniche di personalizzazione, non solo quelle che il classico fornitore italiano è in grado di offrire.

Perché, guardiamo almeno in faccia la realtà: magari il vostro attuale fornitore è un vecchio amico, forse è un parente, è simpatico, ha bisogno – di scuse se non avete voglia di cambiare, sbattervi e ricominciare la trafila con una nuova azienda, ce ne sono un mucchio.

Potete restare così, tranquilli, a fare la vita beata; basta che poi quando vedrete i vostri concorrenti proporre idee nuove e sorpassarvi innovando nella comunicazione, non ve la prendiate.

Ma si, noi abbiamo sempre fatto così, se restiamo indietro non è mica colpa nostra. Quelli che propongono abbigliamento personalizzato sono tutti uguali...

A parte noi, che siamo gli unici che vi propongono la vera immagine aziendale – ricamo, stampa serigrafica e digitale, realizzati in autonomia e in maniera professionale nel nostro laboratorio; più consulenza, grande scelta e competitività, ovviamente.

E con trent’anni di storia la competenza per guidarvi su di un sentiero accidentato ma estremamente affascinante.

Volete provare?

 

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